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Los precios mundiales del cordero empiezan a reequilibrarse a medida que se reducen las diferencias regionales
I prezzi dell’agnello in Nuova Zelanda e in Australia continuano a salire, mentre quelli molto alti in Europa e negli Stati Uniti stanno diminuendo, avvicinando tra loro i mercati mondiali dell’agnello.

Martina Osmak
Director of Marketing
Il mercato globale dell’agnello sta attraversando un cambiamento evidente. Per gran parte del 2026, i prezzi nelle diverse parti del mondo erano molto distanti tra loro. Ora questi divari stanno iniziando a ridursi. I fornitori dell’emisfero australe continuano a rafforzarsi, mentre i prezzi record registrati in Europa e negli Stati Uniti si stanno raffreddando.
Ecco cosa dovrebbero sapere questa settimana acquirenti, venditori e trader.
L’emisfero australe continua a salire
Nuova Zelanda e Australia producono la maggior parte della carne ovina commercializzata a livello mondiale, e in entrambi i casi i prezzi stanno ancora salendo.
Secondo un’analisi di Matt Dalgleish per Stock & Land, i prezzi dell’agnello in Nuova Zelanda sono aumentati da circa 863c/kg a 920c/kg dall’aggiornamento precedente, con un incremento di quasi il 7%. I prezzi dell’agnello australiano sono saliti da circa 1165c/kg a 1224c/kg nello stesso periodo, con un aumento di circa il 5%. Questi prezzi sono espressi in centesimi di dollaro australiano per chilogrammo di peso della carcassa.
Le principali ragioni sono la limitata offerta locale, la forte domanda di esportazione e la forte concorrenza tra i macellatori per un numero minore di capi. In Nuova Zelanda, la bassa stagione invernale è ormai pienamente in corso. Il fornitore per il settore foodservice Bidfood New Zealand segnala che il numero di agnelli destinati alla lavorazione è crollato, e si prevede che a breve i prezzi alla stalla raggiungeranno o supereranno i 13 dollari neozelandesi al chilogrammo.
Europa e Stati Uniti scendono dai massimi record
Il cambiamento più significativo si è verificato nell’emisfero nord, dove i prezzi avevano raggiunto livelli storici all’inizio dell’anno.
I prezzi combinati di agnello nel Regno Unito e nell’UE sono scesi da circa 1678c/kg a 1530c/kg, con un calo di quasi il 9%.
Negli Stati Uniti i prezzi dell’agnello sono diminuiti da circa 2140c/kg a 1781c/kg, con una flessione di circa il 17%.
Nonostante questi cali, entrambi i mercati restano ben al di sopra delle loro medie di lungo periodo. Gli Stati Uniti restano il mercato dell’agnello più caro al mondo, sostenuto da una forte domanda dei consumatori, da un piccolo gregge ovino domestico e da una forte dipendenza dalle importazioni di carne. Anche i prezzi europei restano elevati perché l’offerta regionale è ancora limitata. L’indebolimento recente assomiglia più a un ritorno alla normalità dopo un rialzo anomalo che all’inizio di un calo duraturo.
Come appare la nuova mappa dei prezzi
Man mano che i divari si riducono, la gerarchia tra le regioni sta diventando meno estrema, anche se l’ordine non è cambiato. L’Australia ora occupa una solida posizione intermedia:
L’agnello australiano viene scambiato con un premio di circa il 33% rispetto alla Nuova Zelanda.
L’agnello australiano si colloca a circa il 20% al di sotto del mercato combinato Regno Unito–UE.
L’agnello australiano ora è circa il 31% al di sotto dei prezzi degli Stati Uniti, rispetto a un divario del 46% registrato all’inizio dell’anno.
Questo mantiene l’Australia competitiva in molte destinazioni di esportazione, pur continuando a garantire agli allevatori rendimenti in crescita. L’ordine complessivo resta lo stesso: Stati Uniti in testa, Europa subito dopo, Australia al centro come principale esportatore più competitivo, e Nuova Zelanda come fornitore con i prezzi più bassi nonostante il recente recupero.
Il montone australiano segna un vero record
C’è una storia collaterale notevole in Australia. Una volta corretti per l’inflazione, i prezzi del montone hanno raggiunto un nuovo record assoluto nel luglio 2026.
Matt Dalgleish osserva in un’analisi separata per Stock & Land che i prezzi del montone australiano si sono avvicinati a 930c/kg di peso carcassa all’inizio di luglio, oltre il 120% al di sopra della media di lungo periodo corretta per l’inflazione e più del doppio del valore normale. Dal punto minimo del 2023 al picco di luglio 2026, i prezzi reali del montone sono aumentati di oltre sette volte.
Anche l’agnello da macello si è avvicinato al proprio record. Ha raggiunto circa 1250c/kg all’inizio di luglio, circa il 73% al di sopra della media di lungo periodo corretta per l’inflazione, pur restando leggermente al di sotto del record reale registrato nel 1957. Il messaggio è chiaro: non si tratta solo di numeri elevati sulla carta, ma di alcuni dei prezzi ovini più forti degli ultimi decenni una volta considerata l’inflazione.
In Europa i prezzi si ammorbidiscono mentre l’offerta cresce
In Europa, il quadro si sta muovendo nella direzione opposta, man mano che più capi arrivano sul mercato.
Nella Repubblica d’Irlanda, l’Irish Farmers Journal riferisce che in una settimana sono state macellate 4.500 pecore in più, spingendo le quotazioni dei macelli in basso di circa 10c/kg. I due stabilimenti Irish Country Meats sono passati a circa 8,60 €/kg più un premio di 20c/kg per la certificazione di qualità, mentre Ballon Meats ha quotato 8,80 €/kg tutto compreso. Le quotazioni per le pecore adulte sono rimaste stabili, tra 5 €/kg e 5,50 €/kg.
I prezzi si sono indeboliti anche nel resto della regione:
In Irlanda del Nord, le quotazioni sono state ridotte da 20p a 40p/kg, con ABP sceso a 7,10 £/kg (circa 8,26 €/kg).
In Gran Bretagna, i prezzi sono calati di circa 20p/kg, attestandosi intorno a 7,70–7,90 £/kg (circa 9,30–9,42 €/kg).
Le scarse disponibilità di erba nelle contee orientali e meridionali irlandesi, insieme alle precedenti condizioni di siccità, stanno spingendo più pecore verso il mercato e incidendo sui pesi delle carcasse. Anche la domanda di esportazione più debole dall’Europa durante l’estate è una delle ragioni del calo dei prezzi.
Cosa dovrebbero monitorare acquirenti e venditori
Il commercio di agnello si sta spostando da un periodo di differenze estreme tra regioni verso una struttura più equilibrata. Per chiunque acquisti o venda oltre confine, emergono alcuni punti chiave:
I prezzi nell’emisfero australe stanno ancora salendo, quindi gli acquisti anticipati possono aiutare a garantirsi l’approvvigionamento prima che la bassa stagione restringa ulteriormente l’offerta.
I prezzi nell’emisfero nord si stanno attenuando ma restano elevati rispetto agli standard storici, quindi è improbabile trovare vere occasioni.
I movimenti valutari e la domanda di esportazione, in particolare da Cina e Stati Uniti, continueranno a determinare dove si colloca il miglior valore.
La domanda chiave per il resto dell’anno è se Europa e Stati Uniti continueranno ad allentarsi o se un’offerta limitata spingerà nuovamente i loro prezzi verso l’alto. Anche il recupero della Nuova Zelanda dovrà mantenersi se vorrà continuare a ridurre il divario con l’Australia.