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Las exportaciones de pollo de Brasil baten récords mientras el comercio mundial de aves de corral sigue creciendo
Il Brasile ha registrato il suo miglior primo semestre di sempre per le esportazioni di pollo, proprio mentre le nuove previsioni della FAO e di Rabobank indicano una crescita costante del commercio globale di pollame fino al 2026.

Martina Osmak
Director of Marketing
Il Brasile, il maggiore esportatore mondiale di carne di pollo, ha appena chiuso il suo miglior primo semestre di sempre per le spedizioni avicole. La notizia arriva nello stesso momento di due importanti previsioni, una delle Nazioni Unite e una di Rabobank, che entrambe indicano una crescita costante del commercio mondiale di pollame per quest’anno. Per acquirenti e venditori di carne, il messaggio è chiaro: il pollo resta il motore di crescita del commercio di proteine nel 2026.
Il brasile stabilisce un nuovo record per il primo semestre
I dati pubblicati dall’Associação Brasileira de Proteína Animal (ABPA) mostrano che il Brasile ha spedito 482.800 tonnellate di carne di pollo a giugno 2026. Si tratta di un aumento del 40,6% rispetto a giugno dell’anno scorso, anche se il confronto è favorito da una base debole. A maggio 2025, le esportazioni brasiliane erano state colpite da restrizioni dopo un caso di influenza aviaria, che da allora è stato risolto.
Guardando al quadro più ampio, tale distorsione scompare. Tra gennaio e giugno 2026, il Brasile ha esportato 2,936 milioni di tonnellate di carne di pollo. È un aumento del 12,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ed è un record per un primo semestre. I ricavi hanno raggiunto 5,7 miliardi di dollari USA, con un incremento del 17%.
I principali acquirenti di giugno erano distribuiti in diverse regioni:
Cina: 50.100 tonnellate
Giappone: 46.600 tonnellate
Emirati Arabi Uniti: 46.200 tonnellate
Arabia Saudita: 33.100 tonnellate
Il presidente di ABPA, Ricardo Santin, ha dichiarato che i risultati sono stati ottenuti nonostante condizioni difficili, comprese le tensioni in Medio Oriente che hanno influito sulle rotte di trasporto marittimo. Ha osservato che il Brasile ha ampliato la propria presenza in mercati ad alto valore come Giappone, Unione Europea e Corea del Sud, mantenendo al contempo una posizione forte in Medio Oriente. All’interno del Brasile, gli stati di Paraná, Santa Catarina e Rio Grande do Sul sono rimasti i principali fornitori.
La FAO prevede una crescita del commercio mondiale di pollame nel 2026
Il record del Brasile fa parte di una tendenza più ampia. Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), il commercio mondiale di carne di pollame è destinato a crescere del 3,1% nel 2026, raggiungendo 17,2 milioni di tonnellate.
La FAO indica due principali fattori trainanti. Sul lato dell’offerta, la Cina sta ampliando le sue esportazioni con tassi a doppia cifra per il terzo anno consecutivo, favorita da prezzi competitivi e da una gamma più ampia di prodotti. Sul lato della domanda, si prevede che l’Africa sarà la regione più dinamica, poiché la rapida crescita demografica supera la produzione locale e mantiene gli acquirenti dipendenti dalle importazioni di proteine a prezzi accessibili. Anche la domanda in Asia rimane solida.
Il pollame spicca rispetto al resto del settore carneo, per il quale la FAO prevede risultati più contrastanti:
Il commercio mondiale di carne bovina dovrebbe diminuire dello 0,6% a 13,8 milioni di tonnellate, frenato dalle nuove quote di importazione paese per paese imposte dalla Cina e dalle alte tariffe sui volumi che superano tali limiti.
La produzione mondiale di carne suina dovrebbe aumentare solo dello 0,6% a 129,5 milioni di tonnellate, con un calo previsto per l’Unione Europea a causa della pressione della peste suina africana.
La FAO ha inoltre segnalato che le rotte commerciali continuano ad adeguarsi ai problemi di trasporto marittimo e all’incertezza geopolitica, con alcuni volumi reindirizzati verso i mercati africani.
Rabobank alza le sue previsioni di crescita per il pollame
Una seconda previsione, proveniente dal reparto ricerca di Rabobank e diffusa dai Paesi Bassi, racconta una storia simile. Rabobank ha alzato le sue previsioni di crescita del pollame globale per il 2026 a un intervallo compreso tra il 3% e il 3,5%, rispetto a una stima precedente.
La banca ha affermato che la produzione di pollame è cresciuta di oltre il 5% in diversi grandi mercati nel primo trimestre del 2026 rispetto a un anno prima. La crescita è arrivata principalmente da Cina, Unione Europea, Sudafrica, Filippine e Brasile. Nello stesso trimestre, il commercio mondiale di pollame è aumentato del 3,5% su base annua, un dato che Rabobank ha definito notevole alla luce delle perturbazioni causate dal conflitto in Medio Oriente.
Rischi da tenere d’occhio per acquirenti e venditori
Rabobank ha chiarito che le prospettive non sono prive di rischi. La malattia è la principale preoccupazione. Negli ultimi mesi sono stati rilevati oltre 2.500 casi di influenza aviaria ad alta patogenicità in 32 paesi europei, e la malattia di Newcastle ha causato focolai in Polonia, Spagna e Germania. Gli Stati Uniti stanno registrando una pressione simile dell’influenza aviaria.
Per i trader contano anche altri due aspetti:
In alcune aree dell’Africa, del Medio Oriente e del Sud-est asiatico è in corso un passaggio dalle importazioni alla produzione locale, poiché i governi spingono su strategie di sicurezza alimentare.
La possibile esclusione dei prodotti brasiliani dalle importazioni dell’Unione Europea potrebbe rimodellare i flussi commerciali, facendo salire i prezzi nell’UE e scendere quelli in Brasile. Rabobank ha indicato Thailandia e Cina come possibili fornitori alternativi per l’UE.
Cosa significa per il mercato
I tre rapporti vanno nella stessa direzione. Il pollo sta guadagnando quota nel commercio mondiale di carne perché è più economico del manzo e più facile da produrre del maiale, e la domanda è forte nelle regioni in rapida crescita. Il Brasile sta intercettando gran parte di questa crescita, ma non è l’unico, con la Cina che sta guadagnando terreno come esportatore.
Per gli acquirenti, i volumi record suggeriscono che l’offerta dovrebbe rimanere disponibile, anche se i focolai di malattie e i cambiamenti nelle regole commerciali potrebbero causare improvvise carenze. Per i venditori, la diversificazione dei mercati appare più importante che mai, soprattutto con i punti interrogativi sull’accesso del Brasile al mercato europeo. In un anno di domanda stabile ma di crescente incertezza, la flessibilità sarà il vantaggio decisivo.