La Danimarca blocca la crescita delle porcilaie, ma non un solo maiale ha ancora lasciato il mercato

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La Danimarca blocca la crescita delle porcilaie, ma non un solo maiale ha ancora lasciato il mercato

La Danimarca ha bloccato per 12 mesi la nuova produzione e l’ampliamento della produzione suinicola convenzionale e, secondo la nostra valutazione, questo congelamento limita la crescita futura del settore suinicolo danese senza incidere sulle forniture dei prossimi mesi.

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Martina Osmak

Director of Marketing

Il punto di vista di MeatBorsa

Questa sezione è la nostra interpretazione della notizia. I fatti confermati seguono qui sotto.

Pensiamo che il congelamento deciso in Danimarca riguardi più il 2028 che questo inverno. La norma blocca le nuove stalle e l’ampliamento di quelle esistenti. Non chiude neanche una stalla già operativa. I suini già presenti negli edifici danesi saranno allevati, macellati e venduti come previsto, quindi non ci aspettiamo cambiamenti nei volumi di carne suina danese nei prossimi mesi.

Quello che cambia è la pendenza della curva. Considerando il congelamento come un dato di fatto per i prossimi 12 mesi, la produzione danese può crescere solo tramite una migliore produttività all’interno delle stalle già esistenti. Per un acquirente di carne suina danese, questo indica un’offerta stabile più che una carenza. Per un acquirente nel resto d’Europa, elimina una fonte di crescita futura dei volumi in un momento in cui il mercato tedesco è già ben rifornito.

C’è un secondo segnale negli obiettivi dichiarati. Il governo afferma di volere meno esportazioni di suini vivi e più macellazione e trasformazione in patria. Se anche solo una parte dei flussi cambiasse, più suini verrebbero finiti e macellati in Danimarca, il che significa più mezzene e tagli danesi e meno domanda di animali danesi all’estero. Gli importatori di suini vivi danesi potrebbero dover pianificare come colmare quel vuoto, e i trasformatori con capacità inutilizzata potrebbero trovare più lavoro. Non definiremmo questo una previsione di esito politico. È semplicemente ciò che suggerisce l’aritmetica di mercato se l’obiettivo dichiarato viene raggiunto.

Le nostre ipotesi e perché potremmo sbagliarci

  • Gli allevamenti esistenti restano delle dimensioni attuali. Il congelamento blocca la crescita, non la produzione, quindi assumiamo che le aziende danesi mantengano l’attuale livello di output. Se margini bassi spingessero alcuni produttori a uscire dal settore, l’offerta sarebbe inferiore alle nostre attese.
  • Gli aumenti di produttività restano modesti. Supponiamo che le aziende non possano aumentare molto la produzione senza più spazio. Se i miglioramenti di benessere e di efficienza consentiti dalle esenzioni aumentassero l’output per stalla più rapidamente di quanto pensiamo, l’offerta danese potrebbe comunque crescere.
  • La capacità di trasformazione è il vero limite alla macellazione nazionale. Supponiamo che una maggiore macellazione in patria richieda capacità negli impianti che richiede tempo per essere costruita o liberata. Se gli impianti avessero già margine, il passaggio dalle esportazioni di animali vivi alla carne suina danese potrebbe avvenire più rapidamente.
  • I prezzi dei suini in Germania sono guidati innanzitutto dalle condizioni tedesche. Supponiamo che un congelamento in Danimarca li influenzi a malapena nel breve periodo. Se gli acquirenti interpretassero il congelamento come un segnale sull’offerta, potremmo vedere una reazione maggiore del previsto.

Cosa è successo

Il 23 settembre 2026 il governo danese ha introdotto uno stop immediato e temporaneo alla creazione di nuovi allevamenti e all’espansione della produzione convenzionale di suini. L’annuncio è stato dato da Christian Rabjerg Madsen, ministro per la Natura e il Benessere degli Animali. Lo stop dura 12 mesi.

Il ministro ha affermato che è naturale che i permessi per nuove stalle non vengano concessi secondo le vecchie regole mentre un gruppo composto da quattro parti, il “quadripartito dei suini”, discute come dovranno essere le stalle in futuro. Secondo The Copenhagen Post, questo gruppo ha sei mesi di tempo per svolgere il proprio lavoro.

Gli obiettivi dichiarati sono un migliore benessere animale, meno esportazioni di suini vivi e più macellazione e trasformazione in Danimarca. Il governo ha dichiarato che non fisserà un obiettivo per il numero di aziende agricole.

Secondo un riassunto dell’annuncio del ministero pubblicato da pig333 il 1° ottobre, sono ancora consentite le modifiche che migliorano il benessere animale, il clima o l’ambiente, purché non aumentino la capacità produttiva o la superficie. Le domande già presentate continuano a essere esaminate secondo le norme vigenti di valutazione ambientale.

Le due posizioni

Il Danish Agriculture and Food Council, che rappresenta il settore, si è opposto al provvedimento. Il presidente del settore suinicolo, H.C. Gæmelke, ha dichiarato che il congelamento crea grande incertezza sul futuro e che è difficile capire perché l’industria venga messa in pausa. Questi sono gli argomenti del settore stesso.

La Red-Green Alliance e The Alternative hanno accolto con favore la decisione, richiamando le preoccupazioni ambientali e per il benessere animale. La Red-Green Alliance l’ha descritta come una priorità di lunga data, pur affermando che avrebbe preferito un avvio anticipato.

Il mercato in cui arriva

La VEZG, l’associazione tedesca per la commercializzazione del bestiame, ha lasciato invariato il proprio prezzo per i suini da macello a 1,45 euro per punto indice il 1° ottobre e il prezzo dei suinetti a 30 euro per animale. Descrive il mercato tedesco dei suini da macello come sostanzialmente equilibrato.

Cosa osserviamo adesso

Stiamo osservando tre elementi, tutti legati al mercato. Primo, se i volumi di macellazione in Danimarca mostrano qualche cambiamento durante l’autunno. Secondo, se qualche impianto danese annuncia una variazione di capacità. Terzo, se i prezzi tedeschi di suinetti e suini da macello si muovono nelle settimane successive alla notizia, cosa che indicherebbe se gli acquirenti trattano il congelamento come un segnale sull’offerta.

Fonti

Danish government halts new conventional pig farm expansions for 12 months - The Copenhagen Post

Denmark puts temporary stop to more and larger conventional pig farms - pig333

Regeringen stopper ny svineproduktion i 12 maaneder - Limfjord Update

VEZG pig, piglet and sow prices - VEZG

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