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Gli allevatori di suini nel Regno Unito riducono l’uso di antibiotici del 72% in dieci anni
Nuovi dati mostrano che l’uso di antibiotici nel settore suinicolo britannico è diminuito del 72% dal 2015, un cambiamento significativo per gli acquirenti di carne che tengono alla produzione responsabile e alla resistenza agli antimicrobici.

Martina Osmak
Director of Marketing
Nuovi dati provenienti dal Regno Unito mostrano che l’uso di antibiotici nel settore suinicolo del paese è diminuito del 72% negli ultimi dieci anni, un cambiamento che acquirenti e venditori responsabili di carne suina vorranno tenere in considerazione.
Un forte calo in dieci anni
I dati provengono dall’electronic Medicines Book (eMB), un sistema condiviso di registrazione per gli allevamenti suinicoli del Regno Unito, attivo ormai da dieci anni. L’Agriculture and Horticulture Development Board (AHDB), che gestisce il sistema, afferma che i dati mostrano quanto il settore sia cambiato da quando la rendicontazione è iniziata nel 2015.
Nel 2025, l’uso di antibiotici è diminuito del 10% rispetto all’anno precedente, scendendo a 77,2 mg/PCU. Si tratta del secondo livello più basso mai registrato. Il minimo storico è stato di 72 mg/PCU nel 2022. Il recente calo è arrivato dopo due anni di piccoli aumenti, a 85 mg/PCU nel 2023 e 86 mg/PCU nel 2024.
Per mettere in prospettiva il cambiamento di lungo periodo, l’uso si attesta ora a poco più di un quarto del valore del 2015, che era di 278 mg/PCU.
Ecco i numeri chiave:
L’uso totale di antibiotici è diminuito del 72% dal 2015, quando è iniziata la rendicontazione eMB.
L’uso nel 2025 è stato di 77,2 mg/PCU, un calo del 10% rispetto al 2024.
Il valore di riferimento del 2015 era di 278 mg/PCU.
Il sistema raccoglie ora dati da oltre il 94% della produzione suinicola del Regno Unito.
Perché i numeri sono diminuiti
L’AHDB afferma che il calo non è il risultato di un semplice mancato trattamento. Al contrario, produttori e veterinari sono passati a un approccio basato sulla prevenzione nell’ultimo decennio, concentrandosi su una migliore salute del gregge, una biosicurezza più rigorosa e una gestione quotidiana più accurata.
Mandy Nevel, Head of Animal Health and Welfare presso l’AHDB, ha definito la riduzione un risultato significativo. Ha spiegato che l’obiettivo è stato ridurre innanzitutto il bisogno di antibiotici, piuttosto che eliminare i trattamenti quando gli animali ne hanno bisogno. L’idea guida del settore è usare gli antibiotici “il meno possibile, ma quanto necessario”.
I dati condivisi aiutano inoltre le aziende agricole a confrontare il proprio utilizzo con quello degli altri, individuare le aree problematiche e monitorare i progressi nel tempo.
La prova dell’ossido di zinco
Una sfida è arrivata nel 2022, quando l’ossido di zinco è stato ritirato dall’uso. Era ampiamente utilizzato per gestire la diarrea nei suinetti appena svezzati, e c’erano timori che l’uso di antibiotici sarebbe tornato a crescere una volta eliminato. L’uso è aumentato leggermente per un breve periodo, ma non è mai tornato ai livelli precedenti ed è poi diminuito di nuovo. L’AHDB afferma che questo dimostra la solidità dei sistemi sanitari ora in atto.
Gli antibiotici più delicati restano molto bassi
L’uso degli antibiotici di massima priorità criticamente importanti (HP-CIA), che sono fondamentali anche in medicina umana, rimane molto basso nei suini del Regno Unito. C’è stato un piccolo aumento nel 2025, da 0,009 a 0,012 mg/PCU. Per confronto, il valore era vicino a 1 mg/PCU nel 2015, e la maggior parte era rappresentata dalla colistina, che non è stata più registrata negli ultimi anni.
Mantenere al minimo l’uso di questi particolari antibiotici è un obiettivo condiviso in tutto il settore, perché aiuta a proteggere i medicinali più importanti per curare le persone.
Perché questo conta per il commercio della carne
La resistenza antimicrobica è una preoccupazione globale, non solo agricola. Quando i batteri smettono di rispondere ai farmaci comuni, sia la salute animale che quella umana sono a rischio. I rapporti in Europa hanno avvertito che l’abuso di antibiotici in agricoltura sta ancora alimentando la resistenza in alcune regioni, il che rende degni di nota i progressi chiari in un determinato settore.
Per acquirenti, venditori e responsabili degli acquisti, i dati sugli antibiotici stanno diventando un indicatore utile di salute animale, benessere e produzione responsabile. Sono inoltre collegati al commercio, poiché le norme sull’uso di antimicrobici negli animali destinati alla produzione alimentare continuano a determinare quali prodotti possano entrare in determinati mercati.
Alcuni aspetti da tenere a mente:
Acquirenti e autorità di regolamentazione prestano sempre più attenzione all’uso di antibiotici come criterio di approvvigionamento.
Un uso ridotto e ben documentato degli antibiotici può sostenere le dichiarazioni su salute e benessere animale.
La principale domanda per il futuro è se questi livelli così bassi potranno essere mantenuti mentre le pressioni dovute alle malattie e le condizioni di mercato continuano a cambiare.
L’AHDB è chiara sul fatto che l’obiettivo non è lo zero, poiché gli antibiotici sono ancora necessari per tutelare il benessere animale quando il trattamento è richiesto. La sfida ora è mantenere gli animali in buona salute rendendo l’uso responsabile il modo normale di lavorare in tutto il settore.